Bernulia: come un Caffè (e non solo) diventa Arte!

Bernulia: come un Caffè (e non solo) diventa Arte!

bernulia caffè arte coffeeartCirca un anno fa, su Instagram, ho scoperto una certa Bernulia.
Una ragazza che con il Caffè (e non solo) crea delle opere d’arte davvero incantevoli.
La cosa che più mi ha affascinato delle sue creazioni è che sono realizzate su superfici “momentanee”, come una tovaglietta, un piatto, un tavolo da cucina; Lei prima crea un’opera d’arte, poi scatta una foto e via!
Mi sono innamorata subito dei suoi disegni con il Caffè, ci ho trovato una certa magia, oltre che una precisione invidiabile.
Così ho deciso di contattarla per conoscere la sua storia, ma soprattutto per farvi conoscere quello che è Giulia veramente e scoprire insieme la persona dietro l’artista.

Vi presento Bernulia!


Giulia Bernardelli BernuliaBernulia
in realtà è Giulia Bernardelli; 29 anni, di Mantova.
Laureata all’Accademia di Belle Arti di Bologna al corso di “Comunicazione e Didattica dell’Arte”.
Attualmente mantiene il suo lavoro da didatta a Palazzo Ducale, museo principale della sua città, dove organizza laboratori e progetti artistici e culturali.

 

 

 

Ecco come si racconta Giulia:

– Com’è cominciato tutto?
E’ nato tutto in modo molto casuale. Vivevo ancora con i miei genitori, in una casa stipata di cose strambe e stimolanti, ricca di possibilità e idee da realizzare. Un giorno capita che prepari il caffè, ti trovi a pensare, ed ecco qui!
Credo che la mia prima composizione sia stata Frida (anche se molto probabilmente già da prima avevo creato qualcosa).
Prima di questo però è nata la mia voglia di mettermi in gioco.
Mi sono iscritta a Instagram e ho preso il mio profilo vuoto come una sfida (anche se sfida non è la parola esatta) per riempirlo di cose belle, che potessero trasmettere qualcosa agli altri.
Non è mai voluto diventare qualcosa di concreto. E’ stato un percorso molto particolare il mio; scorrere il mio profilo Instagram dall’inizio fa capire come si è sviluppata la cosa. Tutto in modo molto spontaneo e naturale. Fino ad arrivare ad oggi in cui mi concentro diversamente sui lavori che faccio, soprattutto se sono commissionati. Questo rende tutto più concreto.


bernulia winnie the pooh miele– Quanto di Giulia c’è nelle tue opere?

Mi rendo conto, soprattutto ultimamente, di quanto ci sia molto della mia formazione e della mia famiglia in quello che faccio.
Dato che ti interessa molto il lato umano (e per questo ti ringrazio), ti dico che non sono mai stata una ragazza particolarmente talentuosa o che spiccasse per qualche motivo, sono sempre stata molto normale. Non che questa cosa mi facesse soffrire, ma fino a poco tempo fa era come se qualcosa di me dovesse ancora manifestarsi.
Non mi fraintendere, non voglio dire di essere particolarmente speciale ora, ma solo da poco, guarda caso da quando ho cominciato a disegnare, ho cominciato a conoscere nuove lati di me, positivi e negativi, ma molto genuini, molto veri. Questo mi ha portata a essere molto felice.
Ho capito quanto sia essenziale per ognuno di noi trovare un tipo di espressione per comunicare con noi stessi e con gli altri.

– Com’è nata questa storia di rendere i tuoi lavori “effimeri”, uno scatto e via; cosa ti ha spinta a fare questa scelta?
Credo che più che una scelta, sia stato qualcosa di automatico. Sono sempre stata attratta più che dal disegno, dal lato compositivo della fotografia.

Potrei dire faccio l’illustratrice, l’artista, la food artist, ma non me la sento, faccio tante cose e voglio vivermele con più tranquillità possibile, come se tutto facesse parte della mia strada non del mio lavoro.

– Sei giovanissima, essendo coetanee ti guardo con occhi carichi di ammirazione; come ti vedi tra un po di tempo, da grande
insomma?

Da “grande” (mannaggia lo sono già) spero di evolvermi continuamente, di crescere, imparare, conoscere, di continuare questo lavoro che ancora non so come si chiami ma che sembra sartoriale, cucito addosso a me.
Nuove sfide, nuovi momenti stressanti e di paura ma sempre in crescita, mi auguro questo, di mantenere questo entusiasmo. E di amarmi anche molto.

– Come vivi la solitudine?bernulia caffè panorama coffeeart

Vivo la solitudine in maniera molto “salutare”, è una solitudine calda e accogliente che mi permette di pensare e concentrarmi, ma il più delle volte di distrarmi a rincorrere i pensieri.

– Cosa fai nel tempo libero, quando puoi dedicarti a “tutto il resto”?
Perdo un sacco di tempo, non riesco ad avere una vita frenetica, mi capita di sedermi e dire “Bene, ora rispondi alle mail e disegni.”, poi niente mi alzo dopo tre ore senza aver fatto niente, solo pensato e cantato e guardato.
Cerco di visitare tutte le mostre che mi interessano in Italia e non, mi piace leggere anche se in maniera molto discontinua, e poi faccio anche quelle cose da persona normale tipo vedere gli amici ecc..

– Cosa ti rende felice? Cosa ti fa arrabbiare?
Mi fa felice il sapere di avere le possibilità, due mani per disegnare e una testa per pensare.
Gambe per andarsene o tornare, questo è il vero lusso.
Mi fanno arrabbiare le cose fatte senza intenzione e senza cuore, il dare per scontato, la maleducazione, l’ingiustizia. Il fatto che non tutti abbiano le stesse possibilità.


bernulia coffee arte amy winehouse– Credo che la musica abbia un grande valore nella vita delle persone e che permetta di conoscere e coltivare la sensibilità che è in ognuno di noi; qual’è il tuo rapporto con la musica?
Ho un rapporto d’amore molto stretto con la musica, ne sono molto gelosa. Infatti non riesco ad andare ai concerti perché ci rimango malissimo, penso: “Perché tutti stanno cantando questa canzone? Questa canzone è solo mia!” (Fa ridere ma mi succede davvero).
Ci sarebbe una lista infinita di brani che amo, dipende molto dall’umore. Una cosa che mi piace fare è sfogliare le playlist e rivivere tutte le fasi della mia vita, ogni momento è collegato a una o più canzoni, è un bel viaggio nel tempo.
Al momento ascolto: The Roots, Chet Faker (anche perché è sexy), The Fugees, Rufus Wainwright che ho scoperto da poco e adoro, Dilated People, Antony & the Johnsons, ma anche tanta musica commerciale zozza che ballo segretamente in casa da sola.

– Infine volevo sapere se ci sono progetti a breve termine, eventi o mostre in programma?
Non posso dirti molto, però questo sarà per me un periodo cruciale, fatto di scelte e nuove opportunità che mi si sono presentate, molto positive. Mi si prospetta un anno ricco di novità ed esperienze, ed è questo che mi da la voglia di fare, vedere e scoprire.

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Questa è Bernulia, tecnicamente una “FoodArtist“, realmente una persona che trasforma un Caffè in un’Opera d’Arte e che, soprattutto, ti colpisce per il suo modo di essere semplice e genuina.
E’ una di quelle persone belle, da stimare, che ha fatto del caso un’opportunità e del lavoro una strada verso la felicità.
E’ stato un piacere immenso conoscerla e sentire la gioia verso la vita che è in grado di trasmettere!

Grazie mille Giulia 🙂

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