Caffè sospeso: oggi viene celebrato ma sai cos’è e dove è nato?

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Caffè sospeso: oggi viene celebrato ma sai cos’è e dove è nato?

Oggi è la giornata del caffè sospeso e noi di Italy Gusto proprio non potevamo non onorare l’evento. Spesso si sente parlare di questa famosa usanza napoletana, ma sai quando e come nasce? Oggi parliamo proprio di questo.

«Quando un napoletano è felice per qualche ragione, invece di pagare un solo caffè, quello che berrebbe lui, ne paga due, uno per sé e uno per il cliente che viene dopo. È come offrire un caffè al resto del mondo…»

Queste parole recitava qualche anno fa Luciano De Crescenzo nel suo libro intitolato, appunto, Il Caffè Sospeso. Sappiamo bene che l’artista partenopeo ha sempre amato elogiare la sua Napoli e tradizioni annesse. Il libro di cui parliamo è stato pubblicato nel 2008 ed è una raccolta di simpatici aneddoti e stralci di vita napoletani.

Giornata del caffè sospeso:  cos’è e come nasce

Si sa, i napoletani sono noti per il folklore ma anche per l’immensa generosità che li caratterizza. Dato che al caffè ci teniamo un bel po’, per noi è qualcosa di vitale, immancabile, necessario. Sì, il caffè è tanto importante quanto un bene primario…come, che so, il pane? Proprio in virtù di questo, l’usanza del caffè sospeso può entrare a tutti gli effetti nella schiera delle azioni solidali messe in atto dal popolo partenopeo. Ma di cosa si tratta nello specifico? In pratica, quando qualcuno prende un caffè al bar, decide di pagarne due: uno per sé e uno per uno sconosciuto che arriverà dopo. Quest’ultimo è, molto spesso, una persona bisognosa che non può permettersi il lusso del caffè. Riuscite a immaginare gesto più bello?

Se vi state domandando com’è cominciata questa catena di caffè sospesi, la risposta è facile: se entrate in un bar con un napoletano, vorrà offrire lui. Inutile protestare. Avete idea del caos che si crea in un bar partenopeo al momento di pagare? Comincia una vera e propria corsa alla cassa: vince chi caccia i soldi per primo. Nel mentre il cassiere imbarazzato come non mai non saprà da chi accettare il denaro. Insomma, non si capisce mai niente. L’unica cosa certa è il caffè che si beve. Ecco allora che, molto spesso, in passato numerose consumazioni venivano pagate a vuoto, perché tutti erano corsi a pagare (scene comiche, a ben pensarci). A questo punto che fai? Ti riprendi i soldi? Ma no, lasciamo pagato per chi verrà dopo! Ecco svelato l’arcano.

Dal caffè al “libro sospeso”

Anche se questa tradizione è andata a scemare col tempo, non si è mai persa del tutto. A Napoli, infatti, ci sono persone che ancora lasciano un caffè per chi verrà dopo. Ad ogni modo, l’iniziativa è così bella da essersi espansa in molti altri paesi come l’Irlanda, la Spagna, la Bulgaria…insomma, ovunque. La cosa interessante è che non solo il caffè è rimasto sospeso: la trovata si è estesa anche ad altri ambiti. Ad esempio, delle librerie di Palermo e di Polla (nel Cilento) hanno inaugurato nel lontano 2010 l’iniziativa del libro sospeso. Unica differenza: il titolo del libro da lasciare lo scegli tu, il gusto del caffè no. La cosa è piaciuta così tanto che si è diffusa anche a grandi catene.

Questa è una trovata così bella e “umana” che si è deciso di dedicarle un’intera giornata. Nel 2011, in questa data, fu istituita la Giornata del Caffè Sospeso…e noi la festeggiamo! Tu lascerai un caffè a qualcuno?

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